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Il comune di Caltignaga appartiene a: Regione Piemonte - Provincia di Novara

Storia

Nel corso del V secolo a. C., le popolazioni celtiche invasero l'Italia Settentrionale. La loro presenza sul nostro territorio è documentata dal rilevamento in zona di una stele, detta di San Bernardino, attualmente conservata nel Museo Lapidario della Canonica di Novara.
Il blocco di pietra, che reca inciso un alfabeto con lettere orientate da sinistra a destra, è l'epigrafe di origine gallica più lunga mai ritrovata in Italia. Secondo alcuni Autori, allo stanziamento celtico farebbero riferimento i nomi dei paesi con suffisso in "ate" ed in "ago", tra cui "Caltigaga" da "Celticus Ager", ovvero "Campo dei Celti".
Con la dominazione romana, avvenuta alla fine del II secolo a.C., il territorio di Caltignaga fu aggregato al "Municipium Romanorum" di Novara.
Vestigia ancora visibili di questa dominazione sono i resti di un acquedotto romano ed altri ritrovamenti come vasi, oggetti in bronzo, monete ed un'urna cineraria. Dal IV al VI secolo, caduto l'Impero Romano, si avvicendarono le dominazioni barbariche: Goti, Bizantini, Alamanni e Longobardi. Si attribuisce l'origine longobarda ai luoghi con nome terminante col suffisso in "engo"; questi, come Morghengo, che rimase sotto il dominio longobardo sino alla fine dell'VIII secolo, sono generalmente dislocati a ovest - nord ovest del capoluogo di provincia. La calata dei franchi con Carlo Magno, nel 774, pose fine al dominio barbaro ed aprì la nuova era del feudalesimo.
Diversi comitati, con a capo un conte, sostituirono il Ducato longobardo. Poiché le due autorità precostituite, cioè Vescovo e Conte, non potevano coesistere in un unico comitato senza contrasti, si creò il Comitato di Pombia, con a capo un conte, mentre il vescovo mantenne la sede a Novara. Nell'841 il territorio di Caltignaga venne annesso, con documento ufficiale, al comitato di Pombia, e fu eretto il "castrum" che rappresentava il primo momento di organizzazione collettiva.
I primi signori di Caltignaga sono, quindi, da considerare come feudatari dei Conti di Pombia, di origine longobarda e discendenti dai Visconti di Vienne, i quali assunsero il nome di "Caltignaga".
Con l'inizio del secolo XI il territorio passò sotto la diretta autorità del vescovo e dei canonici del capitolo di S. Maria e S. Gaudenzio di Novara. Iniziò l'epopea dei Comuni con le lotte dapprima contro il Barbarossa, contrario all'idea di una nuova autonomia locale, e, successivamente, tra gli stessi Comuni per la supremazia sia politica che economica.
Per due secoli, il territorio di Caltignaga seguì le vicissitudini del novarese, con l'avvicendarsi dei Visconti, dei marchesi del Monferrato e degli Sforza; la storia di questo periodo è strattamente legata a quella di Milano.
Proprio la comunità di Milano, nel 1447, infeudò il castello di Caltignaga a Tommaso e Giovanni Caccia. Le lotte condotte da Francesi, Svizzeri e Spagnoli per il possesso del Ducato di Milano, coinvolsero il Paese che, nel 1524, subì la distruzione del castello ad opera dei francesi, comandati dal generale Bonnivet detto "il cavaliere senza macchia e senza paura". Per due secoli vi furono lotte e distruzioni, dovute alle mire espansionistiche di Francesi e Spagnoli, alle pestilenze (del 1500, del 1578 e del 1630), alle grandinate ed alle carestie; l'abbandono della terra fu totale.
Imperversavano bande di malfattori e, spesso, angherie e violenze erano ordite dagli stessi potenti del posto, come il tristemente famoso, a Caltignaga, "Caccetta" da tutti temuto per la sua malvagità.
Con gli inizi del 1700 mutò il panorama storico. Nel 1714 morì l'ultimo discendente dei Caccia e l'imperatore Carlo VI d'Austria, subentrato a spagnoli e francesi nel ducato di Milano nel 1713, devolse il feudo di Caltignaga a Giuseppe Brentani, ricco mercante milanese di tela, che assunse il titolo di conte. Brentani si distinse sia per le opere idrauliche e di bonifica agraria che per le elargizioni a favore della chiesa parrocchiale.
Sessant'anni dopo, nel 1774, divennero signori di Caltignaga i Faà di Bruno, nobile famiglia torinese, che proseguì l'opera di miglioramento del Brentani. L'ascesa dei Faà coincise col periodo napoleonico e con la Rivoluzione Francese che, coi suoi moti di libertà, ebbe ripercussioni anche in vicende interne al paese e nel 1814 il territorio novarese fu annesso al Regno di Sardegna Nel 1805 il territorio comunale di Caltignaga era diviso in due comunità: Caltignaga, con 478 abitanti, e Sologno, con Morghengo e Mirasole, con 560.
Nel 1864 il Comune di Sologno fu soppresso ed aggregato a quello di Caltignaga che era già dotato della stazione ferroviaria e si trovava più vicino a Novara. Artefice di tale operazione fu il Comm. Alessandro Pernati, assessore anziano della municipalità di Sologno, Prefetto di Torino nel 1848 e Ministro degli Interni dal Maggio 1849 al Novembre 1852.
Dall'Unità di Italia ad oggi la storia di Caltignaga segue quella nazionale: anni di relativa tranquillità dedicati allo sviluppo ed al progresso dell'agricoltura ed alla nascita delle industrie.
Dei momenti tristi, resta il ricordo delle vittime delle due guerre mondiali e delle lotte della campagna di Liberazione.