vai al contenuto. vai al menu principale.

Il comune di Caltignaga appartiene a: Regione Piemonte - Provincia di Novara

Cascina Castello di Mirasole (Sec. XV)

Nome Descrizione
Indirizzo Località Mirasole - Strada Provinciale n. 229
Telefono 0321.652114 (Comune)
Apertura Privato, visibile solo dall'esterno
La Cascina - Castello Mirasole è ubicata entro una vasta area agricola della pianura novarese per la maggior parte coltivata a risaia, a nordovest di Sologno frazione di Caltignaga e a breve distanza dalla strada che da Novara porta a Borgomanero.
Il complesso si presenta oggi con i connotati di una dimora rurale e si distingue soprattutto per le singolari torrette cilindriche che le imprimono un carattere vagamente castellano. L'edificio presenta una planimetria a U, con i due bracci orientati verso ponente, formanti cortile chiuso da muro di cinta, in mezzo al quale sta il portone di ingresso. La villa propriamente detta è il corpo di fabbrica di levante più elevato rispetto ai due fabbricati laterali e fronteggiante un giardino non ampio, ma folto di alberature. In corrispondenza dei due spigoli orientali della villa si innalzano le due torrette cilindriche, molto slanciate e coronate alla sommità da terrazzini belvedere: altre due torrette, di minore altezza e coperte da un tetto, si elevano in corrispondenza degli spigoli esterni occidentali delle due ali rustiche.
La prima notizia di questa cascina risale al 1497; essa era allora posseduta da Obecino Caccia il Bianco, che fu estromesso tra il settembre e l'ottobre da Mariolo Viscardi, giacchè il Caccia era stato bandito per tradimento. Il Viscardi amministrò per più di un anno l'azienda agricola e ne incamerò i proventi, poi il complesso produttivo passò di nuovo ad Obecino che nel 1501 intentò un processo contro il Viscardi, allora assente, per ottenere la restituzione dei frutti goduti indebitamente.
Gli atti della vertenza giudiziaria ci informano sulla rendita annua della grande cascina: il raccolto cerealicolo forniva 153 sacchi, di cui poco più di un terzo erano grani grossi ed il resto minuti, e poi 10 brente di vino, 6 rubbi di canapa, 500 centenari di fieno e 7 sacchi di legumi. Anche il mulino dava 30 sacchi di mistura per l'affitto e l'oste pagava 30 lire per gestire la bettola.

Tutto compreso il Viscardi aveva intascato 1729 lire; ed una simile entrata aveva avuto Obecino nell'anno 1500, secondo la testimonianza resa dal suo fattore, Andrea Caccia che abitava a Caltignaga.
Il Viscardi fu condannato ed il Caccia si rivalse sui beni che i Francesi gli avevano sequestrato.
L'azienda agricola, allora considerata un vero e proprio villaggio, rimase ai Caccia ancora per alcuni decenni e fu poi venduta, prima del 1614, ai Pernati. Solo il feudo restò a Gianbattista Caccia e a suo figlio Luigi sino al 1634, anno in cui i Pernati acquistarono dalla Camera i dazi, l'imbottato ed i diritti giurisdizionali che rendevano 26 lire all'anno.
Da allora la famiglia fu signora assoluta del luogo, poiché oltre al feudo era proprietaria "de tutti li beni et case di detta terra di Mirasole". La cascina fu trasformata in castello in età moderna, e solo nel 1800 vennero aggiunte le due torri circolari che, ancora oggi, svettano a fianco della massiccia costruzione padronale, ricordo di un florido passato, per questa frazione che, nel 1497, rendeva la notevole cifra di 1729 Lire. Castello che ospitò per anni, durante il periodo estivo, il conte Alessandro Pernati e sua moglie la contessa Paolina di Bricherasio. Il nobile novarese, che fu ministro degli Interni del regno Sardo durante la presidenza di Massimo d'Azeglio, si occupò con zelo dei problemi amministrativi di Caltignaga e Sologno e fu tra i promotori della aggregazione al Comune di Caltignaga del vicino comune di Sologno e delle due frazioni di Morghengo e Mirasole. La richiesta fu fatta dal comune di Sologno l'11 settembre 1864 e concessa con decreto regio dal Re Vittorio Emanuele II il 17 giugno 1866.
Il resto è storia recente, ma le due torri rotonde di Mirasole, che s'innalzano sul verde delle risaie a fianco della massiccia costruzione padronale, richiamano immagini romantiche del secolo scorso, quando il medioevo era pensato come l'età delle "erme torri".

Allegati