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Chiesa di San Martino (Sec. X-XI)

immagine ingrandita Chiesa di San Martino - Vista Laterale (apre in nuova finestra) La chiesa di San Martino è ubicata fuori dalla cinta muraria dell'abitato di Morghengo: è un edificio a tre navate, in parte isolato e in parte chiuso entro il recinto di una costruzione già adibita a casa parrocchiale. Originale nella pianta e con gran parte dell'alzato ha subito alcune aggiunte o interventi nei sec. XV, XVII e XX.
Non si conosce la data di fondazione di questa parrocchia, che certamente si è staccata dalla matrice di Caltignaga, come le consorelle vicine.
La località non compare mai, se non una volta indirettamente nel 1188 nella carte di S.Maria né in quelle, edite, di S.Gaudenzio, indizio questo che le sue terre nel secoli XII e XIII non erano proprietà di uno dei due Capitoli. Si sa che fu oggetto delle aggressioni dei milanesi nel 1156.
San Martino è nominata solo molto più tardi; dalle "Consignationes" del 1347 apprendiamo infati che è beneficio di un Antonio Brusati a cui rimane almeno fino al 1365. Nel 1468 è ancora giuspatronato della famiglia Brusati.
L'erezione dell'attuale parrocchia, si può far risalire verso la fine del 1300, come si deduceva da alcuni frammenti di pitture, accanto al battistero, ora cancellate che portavano la seguente iscrizione: "1400 hoc opus fecit fieri Franciscus de Goriciis dictus de Barba". Della stessa epoca vi sono ancora su di una colonna dei frammenti di una discreta pittura raffigurante la Madonna del Latte, verso la quale la popolazione ha grande devozione.
La costruzione non sembra aver subito modificazioni sostanziale fino al periodo gotico avanzato. Venne allora addossata all'abside settentrionale una piccola sacrestia tuttora esistente.
immagine ingrandita Chiesa di San Martino - Particolare Porta d'Ingresso (apre in nuova finestra) Verso la fine secolo XIV venne coperta da volte e decorata di affreschi uno dei quali, datato 1400, è ancora visibile sopra un pilastro. Altri, ora ricoperti, sono testimoniati nella navatella sinistra, presso l'ingresso. Nel 1595 esistevano ancora tre emicicli, in parte in rovina. Aveva allora una finestra circolare in facciata, due ingressi a Ovest e a Sud, versa la casa parrocchiale. Il campanile, posto a Nord comunicava con un accesso pensile con la corrispondente navatella.
Verso il 1619 si iniziò la cappella del battistero, rimasta incompleta almeno fino al 1761.
Fra il 1661 ed il 1678 furono demolite le absidi laterali, chiuse poi da pareti diritte, a cui vennero addossati i nuovi altari. Intorno a quel periodo venne forse costruita la sacrestia nuova , ampia a mezzogiorno e senz'altro un portico d'ingresso, (ora distrutto) di cui rimangono alcuni resti di colonne nell'adiacente giardino.
Nel 1912 venne restaurata la facciata, già decorata da un antico affresco posto al di sopra della porta centrale che recava l'iscrizione: "die 25 januarii dedicatio huius ecclesiae". Tale testimonianza fu forse messa per ricordare la consacrazione della parrocchia decreatata dal Bescapè verso la fine del cinquecento.
Di questo secolo è il campanile e la decorazione pittorica interna, mentre ad epoca imprecisata risale il sottotetto che copre tutta la navata meridionale e la zona presbiterale.
L'altare maggiore di marmo, fu costruito nel 1820 come risulta da una relazione stesa in occasione della visita pastorale del priore don Giuseppe Contini.
immagine ingrandita Chiesa di San Martino - Particolare Tetto (apre in nuova finestra) La costruzione ha un impianto basilicale: l'interno è suddiviso in tre navate di quattro campate ciascuna, spartite da ampie arcate a tutto sesto sostenute da massicce colonne cilindriche.
La zona presbiterale si distingue per la presenza di pilastri composti da due semicolonne di diversa altezza appoggiate, in senso longitudinale, ad un corpo rettangolare. La conca absidale rimasta ha, intorno all'arco, una resega che si annulla nel muro scendendo verso terra.
La muratura sia interna che esterna è composta quasi esclusivamente da frammenti di tegoloni, di diverso colore e consistenza, misti a rari pezzi di mattoni disposti in corsi a spina-pesce.
Segnalato da Barlassina e Picconi come edificio della fine del secolo XIV, S.Martino, non è mai stato esaminato sul piano architettonico nella letteratura specializzata o in quella locale. Esso si rappresenta invece del massimo interesse perché si collega a tutto un gruppo di edifici pro e protoromantici dell'arco alpino-ligure. L'impianto di tipo ancora basilicale.

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